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La resilienza nella cura degli anziani: consigli per mantenere la salute mentale dei caregiver

I caregiver sono figure fondamentali: essi si prendono cura regolarmente degli anziani e hanno caratteristiche di altruismo uniche che, però, a lungo andare, potrebbero essere difficili da gestire considerando l’attività ad alto carico emotivo che svolgono giornalmente.

Il caregiver non è necessariamente un professionista: di solito è un familiare che si è preso carico della salute di un anziano il quale potrebbe essere anche disabile o non autosufficiente, oppure essere affetto da patologie mentali legate all’alzheimer o alla demenza.

Generalmente i caregiver o chi si prende cura degli anziani malati per professione, devono avere un’attitudine all’empatia e alla proattività che non sempre può essere mantenuta con standard elevati, soprattutto se la persona che somministra le cure inizia a sentire il peso della routine o della difficoltà emotiva che sperimenta l’assistito, a maggior ragione se quest’ultimo è un familiare a cui è affezionato.

Salute mentale e resilienza: anche i caregiver vanno tutelati

Il benessere psicologico è fondamentale per tutti, ma anche i caregiver hanno bisogno di ottenere assistenza specializzata: questi ultimi infatti orientano i propri impegni e la propria vita a un familiare malato, ma devono gestire anche la propria vita personale e i propri problemi; proprio per questo spesso, le figure che si prendono cura di familiari malati o non autonomi potrebbero sentirsi sopraffatti dalla quotidianità, frustrati e stressati.

Il rischio è quello di sperimentare non solo rabbia nei confronti della situazione corrente, ma anche senso di colpa nel sentirsi così: spesso i caregiver, infatti, non esternano le proprie sofferenze perché sanno che non c’è altra cosa da fare se non stare vicino al proprio parente malato e supportarlo durante l’ultima fase della sua vita.

Tra l’altro, proprio l’amore che il caregiver prova per il proprio familiare, non consente a quest’ultimo di avere il coraggio di delegare la sua cura ad altre persone per mancanza di fiducia o per timore che il proprio parente non possa trovarsi a proprio agio con altre persone.

I caregiver quando la resilienza non basta: le soluzioni per chi si occupa di un anziano

I caregiver hanno sicuramente virtù di resilienza fuori dal comune, eppure sebbene si tratti di un valore edificante, se la salute mentale del diretto interessato è compromessa, è difficile mantenerlo nel tempo senza vacillare.

La prima cosa che deve fare un caregiver è quella di chiedere aiuto ad un professionista e di ritagliarsi dei momenti per parlare delle proprie emozioni con chi può comprenderle e con chi può aiutarlo in un percorso di risoluzione.

Inoltre, prendersi del tempo per sé, anche solo ed esclusivamente per rilassarsi, potrebbe essere salvifico: proprio per questo esistono cooperative socio-assistenziali come la Cooperativa Sant’Elena che si occupano di fornire assistenza ad anziani con disabilità o non autosufficienti con personale specializzato.

In questo caso il caregiver dovrebbe trovare il coraggio di chiedere un servizio di ausilio a personale competente che possa agire in sua vece nell’assistenza alla persona aderendo a programmi di assistenza domiciliare integrata cuciti su misura per andare incontro alle esigenze non solo delle famiglie -e quindi del caregiver stesso- ma anche del paziente fragile che ha bisogno di sostegno e di aiuto.