Skip to main content

L’Importanza della Formazione Emotiva per gli Assistenti Sociali

La formazione emotiva per gli assistenti sociali gioca un ruolo cardine nella formazione dei professionisti d’ausilio che erogano servizi di sostegno per tutti quei soggetti fragili e con patologie che hanno la necessità di fruire di un’assistenza continuativa.

Sebbene le emozioni del soggetto fragile siano essenziali da preservare con un approccio mirato, attento e accorto, allo stesso tempo il benessere psicologico degli assistenti sociali e degli operatori di aiuto è essenziale per fare in modo che queste figure professionali possano svolgere il proprio ruolo nella migliore delle condizioni psicologiche.

Prendersi cura di un soggetto fragile non è sempre semplice, e ogni operatore che fornisce sostegno deve saper coltivare, nelle relazioni volte all’ausilio, un approccio empatico e propedeutico ad assicurare il benessere del soggetto che ha in carico e di cui si prende cura.

Nell’erogazione dei servizi assicurati da realtà che forniscono assistenza domiciliare integrata, come nel caso di una Cooperativa Socio-Assistenziale, investire nella formazione emotiva di personale specializzato come potrebbe essere l’educatore a domicilio, è fondamentale per garantire un approccio personalizzato volto al paziente e per seguirlo in tutti i suoi bisogni.

Assistenti sociali e formazione emotiva: caratteristiche essenziali

Gli assistenti sociali devono seguire una ferrea formazione emotiva e devono saper riconoscere tutti i segnali di allarme manifestati dal paziente.

Avere la responsabilità di un soggetto fragile, in sé, potrebbe comunque generare delle emozioni di paura e di inadeguatezza, nonché una profonda sensazione di stress nel lungo termine, proprio per questo è necessario che un assistente sociale, qualunque sia la natura delle sue mansioni, sia in grado di controllare al meglio le proprie risposte emotive negative.

Gli assistenti sociali spesso sono esposti a situazioni quasi al confine delle esperienze che un essere umano dovrebbe vivere e potrebbero ritrovarsi a fornire assistenza in condizioni di profonda tristezza, soprattutto quando si parla di assistere soggetti con patologie particolarmente gravi o bambini.

Nonostante tutto, un operatore sociale, soprattutto se motivato e appassionato, sperimenta anche gradevoli sensazioni di gioia e di appagamento nel poter fare del bene e nell’assistere un soggetto che ha bisogno di cure: l’importanza di saper calibrare le emozioni, anche al fronte di situazioni impreviste e negative, è basilare per assumere un approccio equilibrato nell’erogazione delle cure necessarie al paziente.

Assistenti sociali: come affrontare la formazione emotiva

La prima cosa da fare per un assistente sociale è quella di interrogarsi sul perché ha iniziato il percorso per recuperare la sensazione di appagamento che ogni azione di cura porta al suo animo.

Confrontarsi con chi opera nello stesso campo, o dare una risposta ai propri sbagli potrebbe aiutare ad attenuare eventuali sensi di colpa e ad imparare, dall’esperienza appena vissuta, quale sia il confine in cui termina la responsabilità di ogni operatore durante le cure assistenziali: a volte, ad esempio, si potrebbe subire un’aggressione o ritrovarsi a non riuscire a fronteggiare una situazione limite di emergenza.

Si tratta dunque di un percorso continuativo e costante, che deve essere volto alla conoscenza di sé, dei propri limiti e del controllo emotivo che non mira ad anestetizzare le emozioni, ma a saperle ascoltare per far conseguire una riposta comportamentale corretta.